“Non scambierei quegli anni per nient’altro, nemmeno per piu’ vittorie nei tour”

I personaggi cambiano, ma la storia rimane la stessa: un giovane promettente prende in mano una racchetta e si innamora. La famiglia fa sacrifici cercando di accompagnare il ragazzo durante tornei, vittorie e sconfitte finche’ arrivano in un clima piu caldo dove c’e’ la possibilita di giocare tutto l’anno e svilupparsi come giocatori. Quando il tennis e’ il tuo unico pensiero e’ ancora piu facile incoraggiare il sogno del professionismo. E cosi’ facendo, questi giovani adulti si dimenticano degli studi e fanno la scelta di diventare professionisti. La triste realta’ e’ che pero questi giocatori raramente sono quelli che fanno la differenza nei tornei professionistici. La pressione sui giovani atleti continua ad aumentare e molti giocatori pensano che l’unica via per il professionismo sia quella diretta, investendo tutto su quello dopo o durante le superiori. Di fianco a questa tendenza pero’, sta crescendo una nuova ideologia di giocatore che fa uno stop durante la via: il college. Infatti, sempre piu giovani talenti sono passati dal college per perfezionarsi tecnicamente, fisicamente e mentalmente per ottenere quei risultati che altrimenti non si sa’ se avrebbero ottenuto.

Il piu’ famoso tra tutti questi e’ nient’altro che James Blake. Quando aveva 19 anni Blake ha frequentato Harvard prima di passare a tornei professionistici. Ad Harvard e’ stato il primo primino premiato come All-America freshman e ITA National Player of the year. Da quegli anni, Blake sta lavorando per migliorarsi, arrivando a toccare il #4 ATP. Allo stesso tempo Blake ha scritto il best-seller della sua autobiografia dove ringrazia infinitamente Harvard per avergli permesso di rafforzare gli aspetti tecnici, tattici e mentali che gli sono poi serviti durante la sua carriera da professionista.

“Se dovessi rifarlo da capo, sicuramente rifarei l’esperienza ad Harvard” dice Blake, “Ho imparato cosi tanto durante lezioni e al di fuori che quell’esperienza rimarra’ sempre inestimabile. Sono cresciuto come persona in quegli anni che alcune volte mi sembra essere una parentesi indipendente della mia vita. Sicuramente non scambierei quegli anni per nient’altro, nemmeno per piu’ successo nei tour.”